Video

Da wikicab.

Introduzione

Il monitor all'interno di un cabinet arcade non è una normale TV a tubo catodico (sebbene ci si avvicini molto), né tantomeno un monitor CRT da computer o roba simile, quindi è bene avere una infarinatura su cosa siano questi monitor e su quelli che possono essere i rischi che si corrono venendo a stretto contatto con questi oggetti.

Può essere utile conoscere i modelli di monitor che possono essere presenti dentro i cab da sala giochi e saper distinguere quelli migliori da quelli che è meglio evitare. Và detto che comunque quando compriamo un mobile da un noleggiatore non è possibile scegliere quale modello di monitor avere al suo interno, quindi bisogna saper scegliere il mobile che abbia già installato un buon monitor.

Il monitor è il cuore del cab, nonchè il componente più importante e delicato. La qualità visiva dei giochi arcade dipende proprio dal monitor usato, in quanto molto spesso i vecchi videogames lavoravano a risoluzioni molto basse, e le interlinee video (scanlines) riuscivano ad ammorbidire la grafica di molti giochi che, se visti con MAME sul monitor del PC, sembrano invece estremamente spigolosi e freddi. Per questo quando si prende un vecchio cab da restaurare o da convertire in mamecab, bisogna verificare con MOLTA cura che il monitor sia in buone condizioni, facendosi accendere il cabinet con un gioco al suo interno, e verificando che non vi siano ombre, aloni o disturbi di alcun genere. Se possibile, lascia il monitor acceso per una ventina di minuti prima di acquistarlo: alcuni difetti si manifestano a monitor "caldo".

Il Monitor

I monitor usati nei cab venivano prodotti appositamente per questo uso ed erano progettati solo per visualizzare il segnale video generato dalle schede dei giochi. Si distinguono dagli attuali monitor per PC e TV perché, prima di tutto, sfruttano una tecnologia obsoleta chiamata "a tubo catodico". Rispetto alle TV a tubo catodico o schermi CRT per PC che puoi ricordare se sei un vecchietto come chi scrive, una differenza è che sono open frame cioè con l’elettronica e la parte posteriore dove è situato il tubo catodico a vista e senza protezione; altra caratteristica frequente è quella di funzionare a basse frequenze di oscillazione orizzontale (i famosi "15 khz"), al contrario dei monitor CRT per PC che funzionano almeno a frequenze di 31 khz.

L’avere il lato posteriore aperto implica anche una notevole pericolosità nel fare le classiche regolazioni o tarature dell'immagine quindi ...

ATTENZIONE! I monitor arcade, come tutti i monitor, immagazzinano una grande quantità di energia per funzionare, e mantengono la carica anche dopo essere stati spenti; fate quindi molta attenzione quando lavorate con questi apparecchi, vi è un reale pericolo di morte!

In definitiva qualunque monitor si abbia a disposizione nel proprio cab bisogna tener presente che non è un giocattolo e che non funziona con tensioni di qualche Volt; innanzitutto il monitor è alimentato a 128V AC o 230V AC, tensioni pericolosamente letali; inoltre, sotto la cosiddetta "ventosa" collegata al cinescopio c'è il "secondo anodo", da cui passano ben 24000 Volt!! Nei modelli sprovvisti di apposito circuito per l’autoscarica (o in caso il circuito sia malfunzionante) tensioni di qualche migliaio di Volt rimangono immagazzinate anche dopo aver spento il monitor, quindi se non siete sicuri non toccate né la ventosa né altre parti dell'elettronica del monitor senza prima essere certi di aver scaricato completamente il tubo catodico!

In ogni caso non toccate mai il monitor se non sulle rispettive regolazioni, tenendo presente anche qui di non sfiorare altre parti; in caso di guasto o problema rivolgersi ad un centro assistenza autorizzato oggi come oggi sarebbe inutile, quindi rivolgetevi ad un buon tecnico.

Alcuni consigli:

Quando scegliete un cab arcade assicuratevi che all'accensione il monitor non emetta fischi, fruscii o ticchettii, in pratica che non faccia il rumore in stile "friggitrice"; in questo caso il trasformatore di riga è abbastanza vecchio e può dare problemi o guastarsi molto presto.

Assicuratevi che il cinescopio abbia dei bei colori brillanti, senza dominanza di un colore sugli altri.

La cosa migliore è osservare il monitor mentre viene visualizzata una immagine che conoscete.

Non giudicate mai un monitor dal suo aspetto estetico (sporco, polvere nera, elettronica brutta o con troppi fili ecc) un monitor deve funzionare bene dall'immagine, se poi non è "bello" o l’elettronica non vi piace a vista poco importa.

ATTENZIONE e ancora ATTENZIONE il monitor può mantenere cariche residue anche da spento, quindi non operate mai su parti che non conoscete; la ventosa (o meglio la clip metallica che protegge) è un punto critico in tensione anche dopo che è stata staccata la spina, quindi non deve essere toccata mai se il tubo catodico non viene prima scaricato.

Suggerimento: Per regolare i trimmer che si trovano dietro al monitor per sistemare l'immagine posizionate uno specchio davanti al monitor in modo che possiate vederlo da dietro al cab.

Suggerimento: Nel caso abbiate un immagine che flickera (sfarfalla) molto, agite sui trimmer della Frequenza H (orizzontale). La sensibilità è molto alta, dovete quindi avere molta pazienza quando regolate l'immagine.

Tabella Frequenze: Nella seguente tabella sono riportate le frequenze orizzontali e verticali delle principali risoluzioni video.

Horizontal Sync | Vertical Freq | Modo | Risoluzione | 
 15 kHz         | 60 Hz         |  CGA |   320x200   |
 25 kHz         | 60 Hz         |  EGA |   640x350   |
 31 kHz         | 60 Hz         |  VGA |   640x480   |
 38 kHz(35 kHz) | 60 Hz(56 Hz)  | SVGA |   800x600   |
 48 kHz(35 kHz) | 60 Hz(43 Hz i)|  XGA |  1024x768   |
 64 kHz         | 60 Hz         | SXGA |  1280x1024  |
 75 kHz         | 60 Hz         | UXGA |  1600x1200  |

Esistono monitor arcade capaci di lavorare a frequenze di oscillazione orizzontale di 15 KHz, oppure 15 KHz e 25 KHz (bifrequenza), oppure 15 kHz, 25 KHz e 31 KHz (trifrequenza), oppure 15KHz e 31 KHz (ancora, bifrequenza) e così via. La grande maggioranza dei videogiochi arcade usava comunque solo la prima a 15 kHz e di conseguenza molti dei monitor arcade anni '80 e primi anni '90 sono monofrequenza 15 KHz. I monitor arcade più "recenti" (Hantarex Polo Star, Wells Gardner D9200, etc.) sono invece dei monitor multifrequenza automatici che lavorano a 15-25-31-38 kHz e sono anche dotati di presa VGA a 15 pin. Questi "nuovi" monitor rendono molto più semplice il collegamento al computer, ma possono essere "discutibili" in termini di qualità emulativa. In "tabella frequenze" le frequenze indicate tra parentesi sono frequenze di deflessione verticale alternative ai 60 Hz standard oppure sono frequenze interlacciate (i). Infine, le ultime due modalità SXGA e UXGA non sono modalità dei monitor arcade e rappresentano solo un termine di paragone con le frequenze di alcuni monitor per PC.

Quali monitor possiamo trovare in un cab arcade?

Nella maggior parte dei casi, dentro il vostro cab troverete un monitor Hantarex. Vi sono comunque anche tante altre marche di monitor che sono entrate successivamente nel settore arcade e che è possibile trovare soprattutto nei cab prodotti dal 1990 in poi.

Questi sono i marchi più comuni in Italia: Hantarex, Intervideo, Selti(Sivid), Semio(Monitor Electronic Systems), CA&G, Fenice; altri marchi che potresti incontrare sono Cabel, Nanao, Sanwa, Wells Gardner, Sanyo.

Molto spesso questi monitor derivano o sono parenti stretti dei monitor per le macchine industriali a controllo numerico CNC, Computer Numerical Control:

I monitor Hantarex

Hantarex

Modello    | H. Sync        | Commutazione |
 MTC 900   | 15kHz          |              |
 MTC 900e  | 15kHz          |              |
 MTC 9000  | 15kHz          |              |
 MTC 9110  | 15kHz          |              |
 MTC 9300  | 15kHz          |              |
 Polo      | 15-25kHz       | manuale      |
 Polo/2    | 15-25kHz       | automatica   |
 Polo/3    | 15kHz          |              |
 Polo Star | 15-25-31-35kHz | automatica   |

MTC 900

Il monitor in questione è stato molto frequentemente utilizzato dentro un mobile arcade nei primi anni '80, credo che se siano stati prodotti qualcosa come qualche milione di esemplari, quindi se ne trovano ancora a volontà.

Questo modello ha il pregio di essere indistruttibile, ma data l'età una revisione completa è d'obbligo (sostituzione dei condensatori elettrolitici, specialmente il grosso condensatore di filtro, assiale, sul circuito di amplificazione... ne ho visti parecchi di "esplosi"). Altri problemi che può dare sono dovuti ai classici trimmer sporchi. V eniva prodotto per essere accoppiato con cinescopi di varie marche, tra cui RCA – ITT – VIDEOCOLOR – PHILIPS ogni marca di cinescopio aveva un aggancio in fondo al tubo catodico differente dal altro, quindi furono prodotti appositamente 4 versioni di piastrino con ognuna l’aggancio per uno specifico tubo catodico.

Si potevano comunque scambiare le elettroniche da un tubo ad un altro e quindi nessun problema in fondo di interscambio, bastava togliere dal eventuale chassis elettronico guasto il piastrino che appunto andava al tubo, in fondo era soltanto un connettore e il filo del focus da dissaldare, cosi da riutilizzare il piastrino vecchio tolto dallo chassis guasto sullo chassis funzionante.

Vennero prodotti almeno 2 tipi di mtc 900, ed in entrambi i casi per tutti e 4 le marche di tubi catodici utilizzati, questo perché nella prima versione lo chassis era equipaggiato con un integrato che gestiva il verticale che dopo qualche anno usci di produzione, rendendo impossibile sia la produzione di altri apparecchi, sia la riparazione, nella seconda versione l’ unica cosa diversa è appunto questo chip che gestisce l’ apertura verticale del immagine.

Purtroppo al momento trovare un mtc 900 in buone condizioni può essere un impresa, dato che per buona parte degli anni ’80 questi monitor hanno lavorato in non stop, causando in primis l’usura del trasformatore di riga, il che vuol dire una spesa per la sostituzione non da poco, quindi se accendendo un mtc 900 si sente un fruscio o si sente friggere il trasformatore sicuramente siamo vicini alla fine del sopracitato trasformatore di riga.

Questo monitor è dotato di un circuito di alimentazione lineare, quindi non può essere alimentato direttamente dalla 230v di casa ma si deve frapporre un trasformatore di isolamento.

Nelle versioni per il mercato europeo il trasformatore di isolamento con cui veniva alimentato forniva generalmente due tensioni di entrata, la 128 V ed la 220V; la prima alimentava l’elettronica, la secondo serviva solo per la smagnetizzazione (degauss).

MTC 900E

Questo modello è simile al precedente, ed è il modello che ha succeduto l'MTC900 a metà anni '80. Da questo modello (pur sempre utilizzando cinescopi di varie marche) l’aggancio al tubo catodico era per tutti i cinescopi uguale; inoltre sfrutta un trasformatore di riga più comune, con conseguenza di avere meno problemi nel reperire un eventuale ricambio.

Un modo per distinguere i due modelli è l'osservazione della colorazione della scheda elettronica: l’ mtc 900 ha la scheda elettronica verde, mentre l’ mtc 900E ha SOLITAMENTE la scheda color marrone scuro (i primi modelli avevano la scheda verde, comunque). Un'altra differenza è la posizione del circuito di alimentazione, posizionato su una aletta nell'MTC900. Inoltre l’ MTC 900 ha tutti i fili di connessione tra piastrino e chassis racchiusi in dei flat che racchiudono dei cavi colorati ben oridinati, nel mtc 900E le connessioni sono sparse e tramite singoli fili che arrivano in vari punti sul elettronica.

MTC 9000

L’MTC 9000 è stato forse il modello più usato da fine anni ’80 fino al 1993 (anno del fallimento della Hantarex di Firenze) e ne sono stati realizzati varie versioni.

Si riconosce subito ad occhio lo chassis del MTC 9000 dato le ridotte dimensioni e la scheda color marrone chiaro, questo modello inoltre ha la possibilità (tramite cavo prolunga opzionale) di trasferire i trimmer per le tarature, che sono raggruppati tutti su di uno schedino staccabile e poterli sistemare dentro lo sportello frontale del gioco, senza quindi dover più fare acrobazie con lo specchio in mano per tarare il monitor.

Una delle modifiche che furono apportate quasi subito dalla ditta produttrice è stata la sostituzione del controllo del contrasto, nella prima versione infatti era controllato da un interruttore a tre scatti, e quindi si poteva regolare solo Min-Med-Max, nella seconda versione invece fu applicato un normale trimmer che permetteva regolazioni più personalizzabili.

Parlando di questo modello si può dire che era destinato a rimpiazzare e continuare il successo del precedente mtc 900, sia in termini di qualità che di apparecchio al passo con i tempi.

Nella versione per tubi catodici 25/28 pollici (MTC 9110) si nota la presenza di una grossa ventola 12V posizionata parallelamente alla scheda elettronica.

L’MTC 9000 è, come i due modelli precedenti, ancora un monitor con alimentazione lineare e per funzionare necessita di un trasformatore di isolamento posto a monte della rete elettrica.

MTC 9300

L'MTC9300 è un derivato del MTC9000/9110, ma con notevoli differenze. Da un punto di vista prettamente estetico, l'elettronica è racchiusa in un involucro di plastica bianca che lo rende inconfondibile; poi, l'integrazione di un alimentatore di switching per la generazione delle tensioni necessarie al corretto funzionamento della scheda gioco (e altre utenze quali le luci della gettoniera) lo rende un modello unico. Ancora, l'MTC9300 è il primo monitor Hantarex a fare uso di un alimentatore di switching anche per la generazione delle tensioni necessarie al suo funzionamento, il che rende possibile il collegamento diretto alla presa elettrica di casa (senza cioè trasformatore di isolamento).

La presenza di un alimentatore di switching che fornisce le tensioni sia per il monitor stesso che per le altre utenze del cab rendono questo modello più complesso della media e di conseguenza potenzialmente più difficile da riparare.

Polo

Polo videogames come l'MTC9300 non necessita di alimentatori esterni, ma funzniona direttamente a 230 V AC, e come l'MTC9300 ha i controlli delle regolazioni staccabili e posizionabili dove si perferisce tramite prolunga.

Con il modello "Polo", Hantarex abbandona la complessità del MTC9300 e rimuove l'alimentatore switching per le utenze del cab.

I monitor Intervideo, Selti/Sivid, Monitor Electronic Systems sono basati sul (per non dire copiati dal) "Polo".

I monitor Intervideo e i monitor Selti(Sivid)

Gruppo Felaco

La napoletana Intervideo ha una lunga esperienza nel settore dell'intrattenimento automatico e distribuisce videogames di note case come SNK, Namco e Konami. La Intervideo inoltre produce monitors per videogiochi dagli anni 90 in una vasta gamma di modelli, dai 10" ai 38", standard (15 kHz), doppia frequenza automatica (15-25 kHz), e tripla frequenza automatica (15-25-31 kHz). Lavora in collaborazione con molte case costruttici di videogiochi in tutto il mondo, produce e distribuisce i circuiti per i monitors, alimentatori e AWP.

Selti Elettronica SpA

La Selti Elettronica inizia l'attività nel 1976 nella zona industriale di Todi, in provincia di Perugia, con la produzione di monitor e di telecamere. Nel 1978 escono dalla fabbrica i primi monitor monocromatici per applicazioni industriali. Negli anni successivi la gamma dei prodotti Selti si arricchisce di monitor a colori ad alta risoluzione, di monitor per videogiochi e per molte altre applicazioni industriali. Fa parte del gruppo Selti anche la Sivid, che produce videogames. I marchi Selti e Sivid in seguito alla chiusura di Selti Elettronica sono stati prodotti da Videosistemi.

I prodotti di Intervideo e Selti/Sivid sono pressochè identici, infatti le stesse elettroniche che si trovano marchiate Intervideo si possono trovare anche con il marchio Selti o Sivid. Essendo le elettroniche similari è difficile distinguere con precisione i vari modelli, dato che come detto si può trovare lo stesso prodotto con più marchi.

I monitor di vecchia concezione hanno il fastidioso problema delle tarature, che essendo messe in posizione scomoda rendono anche nel cambio scheda problematica tale operazione, la struttura è simile all'MTC 900 Hantarex, anche se più delicata.

Nei modelli più nuovi si ha sicuramente una qualità superiore e tra le altre cose sono stati i primi ad avere incluso il cavo dei comandi a distanza, che altre marche davano solo opzionale.

Nei nuovi modelli (dal 1995 circa in poi) sia bifrequenza che normali 15khz si hanno qualità di immagine e di componentistica nella media di altri produttori, al contrario queste due marche sono note per la scarsa attenzione nell'assemblaggio è facile infatti che si abbiano tra i guasti più frequenti problemi con l'effetto cuscino o comunque difficoltà nel rendere l'immagine lineare ai bordi, sicuramente un controllo allo stato delle saldature è obbligatoria, dato che questi modelli sono delicati soprattutto nelle saldature.

Un pregio è però il fatto che essendo tutti i modelli anche i più recenti sulla stessa base di quelli passati la soluzione dei guasti è molto avvantaggiata, soprattutto per chi ha già dimestichezzo con queste elettroniche.

I monitor Semio (Monitor Electronic Systems)

La Semio SpA di Sesto Fiorentino (FI) produceva dei monitor arcade marcati "Monitor Electronic Systems".

E' "probabile" che i monitor Semio siano stati prodotti o comunque derivino dai monitor Hantarex (Hantarex fino al 1993 si chiamava proprio Hantarex S.p.A. ed aveva sede a Firenze, quindi vicino alla Semio di Sesto Fiorentino; poi è diventata Sambers S.p.A. con sede a Cinisello Balsamo).

Monitor serie 'M'

Praticamente la copia identica del Polo Hantarex. Anche se, più che di una copia, si può parlare dello stesso monitor, dato che il progetto è il medesimo, quindi le specifiche di questo monitor sono pressoche quelle del Polo, unica differenza è il connettore che serve per collegare il cavo prolunga per le regolazioni che è differente dal Polo.

Esiste anche la versione bifrequenza manuale 15khz / 25khz di questo monitor, che ha sostanzialmente un enorme problema, la si può utilizzare solo e soltanto con il cinescopio con cui viene fornita, infatti a causa del cinescopio con impedenza particolare è impossibile collegare a questa elettronica un altro cinescopio, nelle ultime versioni fu inserito un comando per la regolazione dell'impedenza, permettendo così di cambiare cinescopio a piacimento.

Pico

Il Pico è uno chassis progettato in più versioni, 15 o 25 khz, ed ha la particolarità di poter essere adattato a tutti i tipi di cinescopio, infatti questo era proprio il punto di forza pubblicizzato di questo prodotto: lo si poteva adattare a qualsiasi monitor, rendendo cosi il prodotto ottimale per la sostituzione di elettroniche guaste o vecchie ma col tubo catodico ancora buono.

La Semio di Firenze ha cessato l'attività nel 2002.

I monitor Philips

www.professional.philips.com In questo caso si parla solo della parte elettronica, e non dei tubi catodici o cinescopi prodotti da Philips.

Di questa marca esiste un solo tipo di elettronica dedicata al settore arcade, si può dire meglio che almeno in Italia ne è stato utilizzato solo un modello agli inizi degli anni ’80, eventuali altri modelli venivano acquistati insieme ad alcuni cabinati originali.

Questo monitor si riconosce subito per il fatto che la sua elettronica è del tipo a schede ad incastro, tipica elettronica Philips usata anche nei tv color Match Line.

Questa elettronica era ottima da nuova perché era ben progettata ed era accoppiata a ottimi cinescopi Philips o Mullard. Purtroppo se si ha uno di questi monitor usati è consigliabile utilizzarlo fin che và, o nel caso fosse guasto gettarlo via senza troppi rimpianti, infatti molto spesso si verificano falsi contatti tra le schede a causa del fatto che lo chassis altro non è che un insieme di schede collegate alla pistra madre, questo col passare degli anni crea grossi problemi negli attacchi che bloccano le varie schede, sia perché con il caldo e il tempo la plastica dei connettori si deforma e rende impossibile un collegamento ottimale, sia perché anche le stesse schede essendo flessibili nei vari trasporti del mobile con il monitor al interno hanno preso gioco, altra pecca non indifferente sono i connettori che collegano i vari fili, sia quelli del segnale rgb, che dell'alimentazione o del degauss o altro, infatti essendo connettori di scarsa qualità quasi sempre nel tentare di scollegare dei fili si finisce sempre per rompere lo stesso connettore, anche i vari trimmer di taratura e regolazione essendo del tipo non ricoperto di plastica ma completamente esposti alla polvere rendevano quasi al ordine del giorno colori sfasati e falsi contatti, e altri problemi creati appunto dalla polvere che intasava i trimmer.

Unica soluzione a questi problemi è quello che adoperavano alcuni tecnici quando questo monitor era ancora valido, e cioè rifare le saldature completamente (praticamente tutte le saldature esistenti) e bloccare le piccole schede alla scheda madre tramite saldature che collegano i pin dei connettori, per finire eliminare i connettori dei fili e saldare direttamente ogni filo sul contatto della scheda, e sostituire i trimmer ritenuti difettosi con modelli sigillati.

Chiaramente in caso di guasto c’era da diventare matti avendo tutto saldato, motivo che costringeva molti a gettare il monitor non appena si presentavano guasti particolari, dato che i tempi di lavoro nel ripararlo erano troppo lunghi ed il monitor risultava comunque poco affidabile.

I monitor Cabel

Di questa azienda e dei suoi prodotti ci sono poche informazioni, probabilmente comunque i modelli di monitor prodotti non sono andati oltre a quelli in bianco e nero. Venivano utilizzati soprattutto nelle prime copie di videogiochi americani in B/N, in pratica molti produttori di bootleg di giochi per la maggior parte Atari usavano anche questi tipi di monitor, mettendoli dentro il cabinato anche esso prodotto in Italia.

I monitor Fenice

Fenice Srl www.fenice-srl.it I monitor Fenice sono utilizzati nella maggior parte dei casi in sistemi touch screen, ma trovarne nei cab in versione a 15 Khz non è così raro. La qualità è molto simile a quella dei Selti/Sivid.

Riguardo alla versione VGA a 31khz si può dire che sono manitor robusti e affidabili, e soprattutto i più usati nei sistemi touch screen come il Photo Play.

I monitor Nanao/Sanwa

Eizo Nanao Corporation www.eizo.com La giapponese Eizo Nanao Corporation è stata fondata nel 1968 con il nome di Hakui Electronic Corporation. Inizialmente produceva TV in bianco e nero. Nel 1973 ha cambiato nome in Nanao Corporation e nel 1976 ha iniziato a produrre monitor industriali, poi nel 1980 ha acquistato la Irem. Nel 1981 ha iniziato a produrre monitor per PC con il marchio Eizo. Nel 1999 ha adottato il nome attuale Eizo Nanao Corporation.

Sanwa www.sanwa-d.co.jp

Questi due produttori giapponesi sono citati insieme perché i loro monitor si trovano solo nei cab originali Sega Model 2/3, Naomi e successivi, e visto che i loro prodotti sono equivalenti.

I monitor sono dei 28" bifrequenza (15/25khz) settabili manualmente, ma quasi sempre tenuti fissi sui 25khz, sono praticamente indistruttibili. I guasti sono molto rari anche se, a causa dei componenti usati per la realizzazione, quando si verifica un guasto è quasi sempre necessario mandare il monitor all'importatore per le riparazioni.

La grande qualità di questi monitor si vede subito ad occhio, infatti guardando le elettroniche si può notare come pur avendo lavorato per anni non c'è il ben che minimo segno di surriscaldamento, né tantomeno di interventi di manutenzione come saldature rifatte ecc.

Questi monitor hanno però il problema di non poter scambiare le elettroniche con altre, a causa dell'impedenza del cinescopio, quindi sia elettronica che cinescopio possono essere usati soltanto insieme e non sostituiti con altri.

I monitor CA&G

www.caeg.it Questa marca poco nota nel 1994 aveva a catalogo dei monitor per videogames derivati dall'Hantarex MTC 9000 con qualche modifica e con la versione a 25khz (forse avevano acquistato il progetto dal fallimento Hantarex del 1993).

I monitor Wells Gardner

www.wellsgardner.com Wells Gardner è un famoso e apprezzato produttore americano di cui troviamo i monitor in diversi cab originali come Dragon's Lair, Space Ace, Mach 3 e in tutti i giochi importati dagli USA. E' un po' come l'equivalente americano di Hantarex.

Questi prodotti pur essendo nella norma come qualità di prodotto e di immagine sono realizzati in maniera poco agevole, sia i vecchi modelli che anche gli attuali. I modelli presenti nei giochi di cui sopra hannp per esempio i controlli per le tarature molto piccoli e che necessitano di un cacciavite per essere regolati, per cui chi è abituato ad operare sui monitor di produzione italiana si troverà sicuramente in difficoltà sui vecchi Wells Gardner rispetto alla semplicità di taratura che hanno i modelli made in Italy. Di contro i modelli più recenti, come il D9200, hanno i comandi delle regolazioni con la prolunga e anche l'On Screen Display!

Sia come cinescopio che come elettronica i Wells Gardner sono comunque degli ottimi monitor, che però data la poca reperibilità in Italia di eventuali elettroniche (il monitor infatti non è importato ufficialmente) in caso di guasto o di problemi si può avere l’incompatibilita dei cinescopi usati per i WG con le elettroniche italiane.

Scaricare il monitor

Leggere:

In sintesi:

(1) i condensatori in genere si scaricano dopo 3 giorni che il monitor è spento e staccato dalla rete

(2) il tubo catodico invece puó restare carico per mesi!

(3) la ventosa non serve per sigillare il tubo sotto vuoto. Serve per collegare l'alta tensione all'anodo del crt

(4) il sistema più usato per scaricare il CRT è infilare sotto la ventosa un cacciavite piatto collegato a terra con un cavetto dotato di morsetti a coccodrillo (tenendo ovviamente il cacciavite solo per il manico isolante!) N.B. "collegato a terra" significa proprio collegato a terra tramite il cavo di terra dell'impianto elettrico di casa: è inutile collegare il morsetto a coccodrillo al frame del monitor se abbiamo staccato la spina... in questo caso la massa del frame non è più collegata a terra.

(5) il sistema CORRETTO per scaricare il CRT è infilare sotto la ventosa un cacciavite piatto collegato alla trecciola metallica che passa intorno al tubo catodico con un cavetto dotato di morsetti a coccodrillo. La trecciola metallica è a contatto con l'aquadag (la vernice nera opaca che si può vedere nelle vicinanze della ventosa), cioè il catodo del CRT. Cortocircuitando anodo e catodo, il CRT viene correttamente scaricato come il grosso condensatore che è.

(6) bisogna avere l'accortenza di essere ben isolati da terra: cioè essere sopra materiale isolante sufficiente (gomma, plastica, etc.) per avere la sicurezza che la via più breve per scaricare la tensione residua non sia il nostro corpo.

(7) infilare lentamente il cacciavite sotto la ventosa del CRT fino a che non si raggiunge il centro (secondo anodo), ci si accorge di averlo raggiunto perché il cacciavite non va oltre. A questo punto si sente lo schiocco della scarica elettrica che indica che il tubo si sta scaricando. Il cacciavite va tenuto in posizione per qualche secondo. Dopo averlo rimosso aspettare 5 minuti e ripetere. Ripetere l'operazione 3 volte perché i tubi tendono a ricaricarsi di elettricità statica

(8) una volta scaricato il tubo sfilare la ventosa (senza tirarla per il filo rosso!). La ventosa si mantiene grazie a due piccoli fermi (clip) su entrambi i lati del foro. Fare piano! Fare attenzione a non rompere il piccolo foro in cui è inserita la ventosa: questo potrebbe rompere il vetro del CRT. Tirare delicatamente, non premere o ruotare la ventosa

  • N.B. queste informazioni hanno lo scopo principale di mettere in guardia dal fare cose estremamente pericolose per le quali non si è preparati! Il tubo catodico immagazzina per mesi l'alta tensione: funziona a decine di migliaia di Volt! Gli errori si pagano (quando va bene) con delle profonde bruciature sulla pelle e (quando va male) rimettendoci le penne!!!

Se non siete sicuri di poter portare a termine l'operazione in sicurezza, chiamate un riparatore TV che con pochi spiccioli vi fa tutto il lavoro in maniera professionale! (http://www.paginegialle.it/ categoria "televisori, videoregistratori e radio - riparazione")

Riparare il monitor

I quattro link che seguono costituiscono la miglior guida che sia mai stata prodotta sulla riparazione dei nostri amati monitor a tubo catodico. La migliore in termini di chiarezza, di qualità e quantità di contenuti, di fruibilità.

Questa guida é la registrazione delle lezioni di Randy Fromm, forse il tecnico monitor più conosciuto nel settore arcade grazie ai corsi (a pagamento) che ha tenuto negli anni e le flowchart di riparazione che trovate in giro per la rete. Senza tirarla troppo per le lunghe, queste lezioni sono state più volte rese pubbliche, poi private, poi ancora pubbliche dall'autore (per vari motivi, un po' perché le vendeva in DVD, un po' perché non era in ottimi rapporti con la comunità KLOV), ed era più di un anno che non erano accessibili. Non lasciatevi scappare l'occasione di imparare qualcosa di FONDAMENTALE per il nostro hobbie. Vi riporto grossomodo gli argomenti trattati in ogni lezione, così se avete un problema ad un circuito in particolare potete fare riferimento a quella lezione (anche se per capire bene tutto vi consiglio di guardarli tutti nella giusta sequenza). Si tratta di un vero e proprio corso di riparazione, completo, con spiegazione passo passo dei costituenti i vari circuiti (non so se mi spiego...) e induzione di guasti su elettroniche reali (Wells Gardner, ma i circuiti sono i medesimi dei nostri amati Hantarex), descritto con parole semplici e adatto anche a chi di queste cose non ne mastica ;)


Lezione 1: componenti del cinescopio e formazione dell'immagine.

Lezione 2: panoramica sui circuiti costituenti l'elettronica del monitor, con approfondimento sul circuito finale di amplificazione video e secondo anodo (la famigerata "ventosa").

Lezione 3: circuito di alimentazione (in particolare il circuito che vi spiega qui é di tipo a switching... passo passo, una roba meravigliosa).

Lezione 4: circuito di sincronia, circuito di deflessione verticale, circuito di deflessione orizzontale e unità di alta tensione (trasformatore di riga, detto anche EAT o EHT).

Nel caso non masticassi l'inglese, ecco il miglior documento sulla Riparazione monitor.

Su Arcademania trovi una intera comunitá di appassionati che ti possono aiutare ;)

Schede video

Software

Collegamenti

Per collegare il cavo video del vsotro PC al cabinet, tramite connettore JAMMA, dovrete costruire un cavo adattatore. Per farlo, potete usare un vecchio cavo VGA (tagliato da un monitor rotto), o una prolunga, oppure costruirvelo con parti in vendita presso i negozi di elettronica. Quello che a noi interessa è un connettore maschio (quello con i dentini, e non quello con i fori) per cui se usate una prolunga VGA, tagliate il connettore femmina. Spellate il cavo fino a esporre i cavetti all'interno, e con un tester mappate il cavo, in modo da sapere ciascun pin sul connettore a quale cavetto fa riferimento. Se invece usate un connettore nuovo acquistato presso un negozio di elettronica, saldate dei fili seguendo la mappatura che segue:

Vga2jamma.jpg

In base a questo schema, noi dovremo collegare un filo proveniente dai pin marcati nella colonna VGA al corrispondente contatto sulla fingerboard JAMMA. Una volta effettuato il tutto, vi basterà collegare la fingerboard nel connettore JAMMA, il cavo VGA sull'uscita video della vostra ArcadeVGA o della scheda video forzata con Powerstrip oppure Soft-15khz, ed il gioco è fatto.

Alternative al monitor arcade

I giochi arcade sono progettati per andare su risoluzioni molto basse, soprattutto quelli più vecchi. Il monitor arcade è quello per cui i giochi sono nati ed è evidente che è in assoluto la scelta migliore per l'emulazione più fedele possibile all'originale. In alternativa al monitor arcade, potreste comunque decidere di usare una TV a tubo catodico o un monitor a tubo catodico per PC:

  • La TV a tubo catodico può dare risultati molto simili al monitor arcade se viene collegata tramite RGB e non con il cavo composito. Il composito, rispetto all'RGB, ha colori e brillantezza molto più smorti. Quindi, volendo usare una TV come sostituta del monitor arcade, è assolutamente da evitare l'uscita TV-out della scheda video e bisogna invece realizzare un cavo vga -> scart RGB (utilizzando ovviamente un'uscita video a 15kHz esattamente come per un monitor arcade). Collegandola invece con il cavetto composito all'uscita TV-out della scheda video, non avremo bisogno di cavi speciali nè di software dedicato, ma sia i colori che la nitidezza saranno qualitativamente inferiori rispetto al collegamento RGB.
  • Il monitor a tubo catodico per PC è la soluzione più semplice in assoluto. Usi il suo cavo, non ti servono nè schede speciali nè programmi, nè ci sono particolari configurazioni da adottare. Di contro, la fedeltà video sarà, rispetto al monitor arcade, completamente sfalsata, in quanto i monitor per PC sono troppo definiti per le basse risoluzioni cui lavorano i giochi arcade. Nei monitor a bassa risoluzione (arcade o TV) si creano delle linee nere tra una riga e l'altra (le scanlines) che sfumano l'immagine e l'ammorbidiscono. Nel monitor per PC invece ogni pixel renderizzato dall'emulatore viene composto da più pixel video (es su un monitor 1280x1024 hai 4 pixel "video" per ogni pixel "gioco" su un gioco a 320x256. Il risultato è che l'immagine sui monitor PC risulta molto più definita e spigolosa, esaltando (in negativo) il fatto che i giochi sono a bassa risoluzione.

Alcune importanti differenze fra monitor arcade, TV a tubo catodico e monitor a tubo catodico per PC sono elencate nella tabella seguente.

Caratterstiche segnali video.png

Se guardiamo la prima colonna (PC video) abbiamo le caratteristiche dello standard seguito da una scheda video che normalmente viene collegata ad un monitor per PC. Se la confrontiamo con la seconda colonna (Arcade Video), notiamo alcune differenze delle quali dobbiamo tenere conto se vogliamo collegare una scheda video da PC al monitor arcade:

1. Frequenza di sincronia orizzontale: il monitor (CRT) per PC lavora ad una frequenza molto più alta di un monitor per Videogiochi da bar; questa frequenza (31 KHz) impedisce la visualizzazione di basse risoluzioni. Per ovviare a questo problema si utilizzano software appositi che, oggi come oggi, sono estremamente efficaci e facili da usare.

2. Ampiezza video: il segnale video in uscita dalla scheda video ha solitamente un'ampiezza di meno di un volt. Il segnale in ingresso al monitor arcade, invece, deve avere una ampiezza maggiore (qualche volt). Questo è il motivo per cui è solitamente necessario amplificare il segnale video in uscita dalla scheda video. Solitamente le Interfacce/Encoders prevedono tale amplificazione. Esistono schede video (es. ATI 9250) che producono un segnale video di 1.4 V, sufficiente per funzionare con alcuni monitor arcade.

3. Impedenza del segnale video: l'impedenza del segnale è legata all'ampiezza del segnale stesso. Il concetto di impedenza possiamo semplificarlo dicendo che un segnale ad alta impedenza è un segnale ad alto voltaggio e bassa corrente (R=V/I); un segnale a bassa impedenza è un segnale a basso voltaggio e alta corrente. Il monitor arcade è un dispositivo ad alta impedenza di ingresso, quindi si aspetta un alto voltaggio in ingresso (come detto al punto "2") e una bassa corrente. Solitamente non è necessario prendere alcun accorgimento per abbassare la corrente, ma se i colori risultano sovrassaturi si può pensare di ridurre la corrente con una resistenza in serie alla linea di ogni colore.

Se guardiamo la prima colonna (PC video) e la confrontiamo con la terza colonna (SCART video), notiamo alcune differenze delle quali dobbiamo tenere conto se vogliamo interfacciare una scheda video ad una TV a tubo catodico:

1. Frequenza di sincronia orizzontale: il monitor (CRT) per PC lavora ad una frequenza molto più alta di un TV a tubo catodico; questa frequenza (31 KHz) impedisce la visualizzazione di basse risoluzioni. Per ovviare a questo problema si utilizzano software appositi che, oggi come oggi, sono estremamente efficaci e facili da usare.

2. DC offset: il DC offset, ovvero lo scostamento dalla linea di base del segnale video è differente fra uscita della scheda video del PC e TC a tubo catodico. Solitamente a questo non si pone rimedio in quanto non porta a problematiche particolari.

3. Caratteristiche di sync: i segnali di sincronia orizzontale e verticale in uscita dalla scheda video sono separati e indipendenti; il TV CRT invece può accettare sincronia composita (cioè un unico segnale che contiene entrambi i segnali di sincronia combinati). Per ovviare a questo si può costruire un semplicissimo circuito (un diodo e due resistenze); in alcuni casi si consiglia di porre due resistenze da 1KOhm sulle due linee sincronia e poi cortocircuitarle fra loro, ma non è il modo corretto.

Se guardiamo la seconda colonna (Arcade Video) e la confrontiamo con la terza colonna (SCART Video), possiamo vedere le reali differenze fra un monitor arcade e una TV a tubo catodico.


Come usare una TV SCART come monitor per MAME

>>QUI<< trovi la migliore guida passo passo per la sostituzione del monitor del cab con una TV Mivar.

Come già detto non c'è molta differenza tra una TV e un monitor arcade. In sostanca una TV consiste in un monitor arcade + un sintonizzatore TV + un amplificatore audio in un contenitore di plastica. Per usare una TV come monitor arcade, la TV deve avere gli ingressi per il video RGB che arriva dalle schede arcade, dai computer, etc. E qui entra in gioco la presa SCART che accetta video RGB (0.7Vpp @ 75ohm, come i monitor per PC). Ci sono anche TV che accettano video RGB ma con altri tipi di prese, ma sono piuttosto rare. Le prese SCART sono le più comuni. A volte le TV hanno più di una presa SCART, in questi casi normalmente una prese accetta segnali Luma/Chroma (S-Video) e l'altra accetta il video RGB.

Per permettere alla TV di accettare il video che arriva dal PC bisogno: 1. usare un software che riduca lo scan rate orizzontale da 31kHz a 15kHz (powerstrip, soft15kHz, ...) o in alternativa usare una scheda video che esca direttamente a 15kHz (ArcadeVGA) 2. combinare i segnali di sync orizzontale e sync verticale per ottenere un sync video composito (0.3v @ 75ohm) 3. prendere la CVBS status line high (10-12v) per attivare l'ingresso dal pin 20 (video composito) 4. prendere la RGB status line high (1-3v) per attivare l'ingresso dai pin 7, 11 e 15 (RGB)

Alcune TV più costose attivano automaticamente le status line quando rilevano un segnale, ma la maggior parte non lo fa. Inoltre alcune TV attivano il CVBS con solo 5v sulla CVBS status line ma la maggior parte ha bisogno di tutti i 12 volt.

Questo è il circuito per combinare i sync:

Scartdd.png

I segnali di sync orizzontale e verticale devono essere negativi perché il circuito funzioni (questa è l'impostazione predefinita di Advancemame).

Questo circuito ANDa i due sync con un diodo. I segnali dei Sync H e V dalla scheda video devono fornire una tensione sufficiente perché questo circuito possa funzionare correttamente. Questo non è un problema per tutte le schede video più recenti ma potrebbe esserlo per le vecchie schede ISA. Il pin 11 del connettore VGA è collegato a massa per dire al computer che è collegato un monitor a colori (alcune volte questo pin è già collegato a massa all'interno del connettore).

Componenti:

  • R1 = resistenza 330 ohm
  • R2 = resistenza 560 ohm
  • D1, D2, D3, D4 = diodi 1N4148

Guida alla realizzazione del Cavo VGA_Scart

Ottima guida alla costruzione del cavo VGA-Scart by Joseph 1975 che tratta molti aspetti tecnici e pratici, correlato di immagini e molti esempi di cavi. Da vedere.